Matteo 22 Confronto: Diodati vs Riveduta 1927
Matteo 22
1E GESÙ, messosi a parlare, da capo ragionò loro in parabole, dicendo:
2Il regno de’ cieli è simile ad un re, il qual fece le nozze al suo figliuolo.
3E mandò i suoi servitori a chiamar gl’invitati alle nozze, ma essi non vollero venire.
4Di nuovo mandò altri servitori, dicendo: Dite agl’invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio desinare, i miei giovenchi, e i miei animali ingrassati sono ammazzati, ed ogni cosa è apparecchiata; venite alle nozze.
5Ma essi non curandosene, se ne andarono, chi alla sua possessione, chi alla sua mercatanzia.
6E gli altri, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero.
7E quel re, udito ciò, si adirò, e mandò i suoi eserciti, e distrusse que’ micidiali, ed arse la lor città.
8Allora egli disse a’ suoi servitori: Ben son le nozze apparecchiate, ma i convitati non n’erano degni.
9Andate adunque in su i capi delle strade, e chiamate alle nozze chiunque troverete.
10E quei servitori, usciti in su le strade, raunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e il luogo delle nozze fu ripieno di persone ch’erano a tavola.
11Or il re, entrato per vedere quei che erano a tavola, vide quivi un uomo che non era vestito di vestimento da nozze.
12E gli disse: Amico, come sei entrato qua, senza aver vestimento da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa.
13Allora il re disse a’ servitori: Legategli le mani e i piedi, e toglietelo, e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto, e lo stridor dei denti.
14Perciocchè molti son chiamati, ma pochi eletti.
15ALLORA i Farisei andarono, e tenner consiglio come lo sorprenderebbero in fallo nelle sue parole.
16E gli mandarono i lor discepoli, con gli Erodiani, a dirgli: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che insegni la via di Dio in verità, e che non ti curi d’alcuno; perciocchè tu non riguardi alla qualità delle persone degli uomini.
17Dicci adunque: Che ti par egli? È egli lecito di dare il censo a Cesare, o no?
18E Gesù, riconosciuta la lor malizia, disse: Perchè mi tentate, o ipocriti?
19Mostratemi la moneta del censo. Ed essi gli porsero un denaro.
20Ed egli disse loro: Di chi è questa figura, e questa soprascritta?
21Essi gli dissero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare le cose che appartengono a Cesare, e a Dio le cose che appartengono a Dio.
22Ed essi, udito ciò, si maravigliarono, e, lasciatolo, se ne andarono.
23IN quell’istesso giorno vennero a lui i Sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e lo domandarono, dicendo:
24Maestro, Mosè ha detto: Se alcuno muore senza figliuoli, sposi il suo fratello per ragione d’affinità la moglie di esso, e susciti progenie al suo fratello.
25Or appo noi vi erano sette fratelli; e il primo, avendo sposata moglie, morì; e, non avendo progenie, lasciò la sua moglie al suo fratello.
26Simigliantemente ancora il secondo, e il terzo, fino a tutti e sette.
27Ora, dopo tutti, morì anche la donna.
28Nella risurrezione adunque, di cui d’infra i sette sarà ella moglie? poichè tutti l’hanno avuta.
29Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, non intendendo le Scritture, nè la potenza di Dio.
30Perciocchè nella risurrezione non si prendono, nè si dànno mogli; anzi gli uomini son nel cielo come angeli di Dio.
31E quant’è alla risurrezione de’ morti, non avete voi letto ciò che vi fu detto da Dio, quando disse:
32Io son l’Iddio d’Abrahamo, e l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe? Iddio non è l’Iddio de’ morti, ma de’ viventi.
33E le turbe, udite queste cose, stupivano della sua dottrina.
34ED i Farisei, udito ch’egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei, si raunarono insieme.
35E un dottor della legge lo domandò, tentandolo, e dicendo:
36Maestro, quale è il maggior comandamento della legge?
37E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, e con tutta la mente tua.
38Quest’è il primo, e il gran comandamento.
39E il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.
40Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge, ed i profeti.
41ED essendo i Farisei raunati, Gesù domandò loro, dicendo:
42Che vi par egli del Cristo? di chi è egli figliuolo? Essi gli dicono: Di Davide.
43Egli disse loro: Come adunque Davide lo chiama egli in ispirito Signore, dicendo:
44Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi?
45Se dunque Davide lo chiama Signore, come è egli suo figliuolo?
46E niuno poteva rispondergli nulla; niuno eziandio ardì più, da quel dì innanzi, fargli alcuna domanda.
Matteo 22
1E Gesù prese di nuovo a parlar loro in parabole dicendo:
2Il regno de’ cieli è simile ad un re, il quale fece le nozze del suo figliuolo.
3E mandò i suoi servitori a chiamare gl’invitati alle nozze; ma questi non vollero venire.
4Di nuovo mandò degli altri servitori, dicendo: Dite agli invitati: Ecco, io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi ed i miei animali ingrassati sono ammazzati, e tutto è pronto; venite alle nozze.
5Ma quelli, non curandosene, se n’andarono, chi al suo campo, chi al suo traffico;
6gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono e li uccisero.
7Allora il re s’adirò, e mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città.
8Quindi disse ai suoi servitori: Le nozze, si, sono pronte; ma gl’invitati non ne erano degni.
9Andate dunque sui crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete.
10E quei servitori, usciti per le strade, raunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena di commensali.
11Or il re, entrato per vedere quelli che erano a tavola, notò quivi un uomo che non vestiva l’abito di nozze.
12E gli disse: Amico, come sei entrato qua senza aver un abito da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa.
13Allora il re disse ai servitori: Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti.
14Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti.
15Allora i Farisei, ritiratisi, tennero consiglio per veder di coglierlo in fallo nelle sue parole.
16E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone.
17Dicci dunque: Che te ne pare? E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare, o no?
18Ma Gesù, conosciuta la loro malizia, disse: Perché mi tentate, ipocriti?
19Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli porsero un denaro. Ed egli domandò loro:
20Di chi è questa effigie e questa iscrizione?
21Gli risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio.
22Ed essi, udito ciò, si maravigliarono; e, lasciatolo, se ne andarono.
23In quell’istesso giorno vennero a lui de’ Sadducei, i quali dicono che non v’è risurrezione, e gli domandarono:
24Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figliuoli, il fratel suo sposi la moglie di lui e susciti progenie al suo fratello.
25Or v’erano fra di noi sette fratelli; e il primo, ammogliatosi, morì; e, non avendo prole, lasciò sua moglie al suo fratello.
26Lo stesso fece pure il secondo, poi il terzo, fino al settimo.
27Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
28Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà ella moglie? Poiché tutti l’hanno avuta.
29Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio.
30Perché alla risurrezione né si prende né si dà moglie; ma i risorti son come angeli ne’ cieli.
31Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete voi letto quel che vi fu insegnato da Dio,
32quando disse: Io sono l’Iddio di Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? Egli non è l’Iddio de’ morti, ma de’ viventi.
33E le turbe, udite queste cose, stupivano della sua dottrina.
34Or i Farisei, udito ch’egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei, si raunarono insieme;
35e uno di loro, dottor della legge, gli domandò, per metterlo alla prova:
36Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?
37E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.
38Questo è il grande e il primo comandamento.
39Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.
40Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.
41Or essendo i Farisei raunati, Gesù li interrogò dicendo:
42Che vi par egli del Cristo? di chi è egli figliuolo? Essi gli risposero: Di Davide.
43Ed egli a loro: Come dunque Davide, parlando per lo Spirito, lo chiama Signore, dicendo:
44Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?
45Se dunque Davide lo chiama Signore, com’è egli suo figliuolo?
46E nessuno potea replicargli parola; e da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo.
Comprendere Diodati vs Riveduta 1927 in Matteo 22
Diodati (Diodati)
La Bibbia di Giovanni Diodati (1649), traduzione protestante classica italiana.
Riveduta 1927
La Sacra Bibbia tradotta da Giovanni Luzzi, revisione del 1927.
Stai visualizzando un confronto fianco a fianco di Matteo 22 in Diodati e Riveduta 1927. Confrontare queste due versioni può aiutare a chiarire le sfumature del testo originale.
Confronto Chiave: Matteo 22:16
"E gli mandarono i lor discepoli, con gli Erodiani, a dirgli: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che insegni la via di Dio in verità, e che non ti curi d’alcuno; perciocchè tu non riguardi alla qualità delle persone degli uomini."
"E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone."





